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Rimini e alta Valmarecchia, è sintonia completa

Fra tutti i casi di richiesta di modifica delle appartenenze territoriali che occupano il dibattito parlamentare, delle regioni e delle istituzioni locali, uno solo non è motivato da vantaggi fiscali o materiali: ed è quello che riguarda i comuni dell’Alta Valmarecchia. Il motivo è semplice: l’Alta Valmarecchia è socialmente, culturalmente, economicamente, sentimentalmente provincia di Rimini.
Per questo va chiuso al più presto l’iter parlamentare che deve sancire per legge quello che i cittadini dei sette Comuni hanno già scelto attraverso un democratico referendum. Non è più tempo di minuetti neanche per il centrosinistra.
Il centrosinistra riminese, in tutte le sue rappresentanze, è compatto su questa posizione, sostenuta con coerenza dalla Provincia di Rimini.
Auspicando che il percorso normativo si concluda al più presto, senza tranelli o speculazioni che offenderebbero solo le popolazioni coinvolte, va strutturalmente progettata nel programma di mandato dell’Amministrazione provinciale l’integrazione compiuta tra i territori.
L’obiettivo principale di questa programmazione non può che essere quello di una forte integrazione dei servizi e delle infrastrutture già realizzate o in essere. Io credo che le tematiche di lavoro in tal senso siano quattro:
- L’integrazione dei servizi sociali e sanitari sul territorio, con risposte efficaci e puntuali rispetto, ad esempio, a tutto il tema dell’assistenza domiciliare e della valorizzazione dell’ospedale di Novafeltria;
- L’integrazione dei comparti turistico e culturale, valorizzando le caratteristiche che fanno della Valmarecchia uno straordinario scrigno naturale, storico, artistico, enogastronomico;
- L’integrazione della rete viaria esistente e in progettazione a partire dal grande nodo della Marecchiese, che va incrociato con la il futuro completamento della strada di gronda e con gli innesti (Spadarolo e Santa Giustina) nella nuova Statale 16;
- L’integrazione della rete artigianale e commerciale.
Del resto le due aree hanno già da tempo superato nei fatti i limiti imposti dalle artificiali separazioni amministrative.
E all’attenzione che la Provincia di Rimini metterà in questa direzione ritengo debba corrispondere il mantenimento degli impegni “morali” assunti dalle due Regioni interessate, fino al punto di definire un Protocollo di Intesa mai formalizzato, nel sostenere un processo di integrazione territoriale virtuoso.
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