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Perchè serve la metropolitana di costa. Con il Trc ci apriamo all'Europa

Credo che per affrontare nel modo migliore una discussione sul trasporto rapido costiero sia giusto partire dalla situazione generale della mobilità e del trasporto pubblico nella nostra provincia, questioni che hanno a che fare con il traffico da un lato e l' inquinamento dall'altro.
Il numero di auto che gira sulle nostre strade è impressionante. In provincia ci sono oltre 180.000 auto a ed almeno 60.000 tra motorini e motociclette, a cui dobbiamo aggiungere i veicoli commerciali che sono 40.000. C'è quasi un auto per ogni abitante maggiorenne (601 auto ogni mille abitanti). Una media tra le più alte in Emilia Romagna (608) ed altissima in Italia (587), ovvero nel paese che detiene il primato di auto per abitante in Europa (Gran Bretagna 413).
Non è solo questione di produrre macchine che inquinino meno. È un problema di qualità dell'aria, di ambiente, di un modo diverso di concepire lo spazio pubblico. E' una questione di qualità della vita in senso generale. Del resto la nostra vocazione turistica ci impone di prestare particolare attenzione al tipo di città che vogliamo. La concorrenza tra territori turistici ormai si gioca sul versante della pianificazione, dei servizi e della qualità. Le importanti scelte compiute in termini di offerta fieristica e congressuale ci impongono di confrontarci con il resto del mondo.
La scelta del TRC si inserisce a pieno titolo all'interno di questo ragionamento anzi è il fulcro attorno al quale articolare un diverso sistema della mobilità.
Abbiamo bisogno di creare un' alternativa efficace e ambientalmente sostenibile al traffico privato. Il TRC è lo strumento per realizzare questa scelta. Ora siamo alla fase dell'attuazione del tratto tra Rimini e Riccione che è una parte di un disegno più ampio che vede il potenziamento e la riqualificazione della linea ferroviaria tra Ravenna e Rimini e il proseguimento del TRC dalla stazione di Rimini fino alla Fiera. Insisto sul fatto che occorre considerarlo una parte importante di un processo che prevede il riordino dell'intero sistema del trasporto pubblico locale. Prima di tutto aumentando il numero degli utenti e razionalizzando l'offerta dei servizi. Bisogna proseguire il lavoro sulle forme organizzative del trasporto pubblico ottimizzando le risorse, come prevede la nuova legge regionale.
La tratta tra Rimini e Riccione una volta realizzata prevede 1500 persone trasportate ogni ora, con una durata del viaggio di 22 minuti, per percorrere circa 10 km, con 15 fermate circa ogni 600 metri, oltre alla due stazioni di inizio e fine corsa ed una velocità commerciale media di 30 km/h.
Lungo il percorso deve crescere un insieme di parcheggi scambiatori che mettano in rete il TRC con il resto delle linee, parcheggi attrezzati sia per auto che bici, ma anche stazioni dotate di funzioni e servizi di interesse pubblico.
Insomma il TRC deve essere in primo luogo un'occasione di ricucitura della città del mare con la città storica. Un'occasione straordinaria di riqualificazione urbana anche nella prospettiva di liberare il nostro lungomare dalle dal traffico e di consegnarlo quale spazio urbano di qualità ai residenti e ai turisti. La stazione di Rimini, quindi, deve diventare un punto di snodo dell'intermodalità raggiunto dalla ferrovia, dal trasporto pubblico, dalle auto. Stesso discorso vale per l'Aeroporto che deve essere collegato con il resto della costa da Bellaria Igea Marina a Cattolica. La stazione di Riccione, a ridosso del nuovo Palacongressi, va pensata come una tappa e non come un punto di arrivo. Proprio per raggiungere l'obiettivo di un TPL che attraverso percorsi protetti assicura certezza dei tempi di percorrenza oltre che affidabilità e comodità garantita in primo luogo dalle nuove tecnologie e da un servizio che si ispira ai migliori esempi europei. Il TRC è quindi una innovazione che ci proietta in Europa. Nel programma di mandato sono state inserite, peraltro, le indicazioni per migliorarne la contestualizzazione ambientale.
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