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La crisi e il lavoro perduto: il dato che pesa come un macigno

La campagna elettorale è cominciata a marzo. Subito tutti i candidati e gli schieramenti si sono trovati davanti a un dato grande come un macigno: 3400 lavoratori in cassa integrazione o in mobilità nel comparto industriale, almeno 500 nel comparto artigianale. Considero un'occasione perduta dalla politica il fatto che, nonostante gli sforzi, questo problema sia stato tenuto ai margini del dibattito. Soprattutto da una parte politica che- dal livello nazionale in giù- sta scientemente sviando l'attenzione su questa emergenza, parlando di tutt'altro.
Ieri ho chiesto l'aggiornamento di quel dato: a fine maggio sul territorio riminese gli operai coinvolti nella cassa integrazione o in mobilità erano circa 3300 e oltre 1000 gli impiegati del comparto industriale, mentre i lavoratori del settore artigianale nella stessa situazione superavano il numero di 400.
E' un dramma silenzioso, il dramma di uomini, donne, famiglie, genitori al bivio di una vita. Un dramma che per avere risposte deve potere contare sul sostegno di una politica coraggiosa, libera, fortemente radicata nei valori della coesione sociale e dello sviluppo a partire dalla persona.
Inutile dire che la priorità dei primi mesi di governo provinciale sia questa: non può che essere così, non deve che essere così. Vanno sostenute le politiche del lavoro e di sostegno alla piccola e media impresa, cercando in tutti i modi di destinare ulteriori risorse economiche per fondi antirecessione, ricavandole dai risparmi dei costi della politica. Vanno alimentate le politiche di incremento dell'edilizia popolare, del welfare e della famiglia, ritagliando in bilancio capitoli ad hoc. Vanno aperti in tempi rapidi tutti i cantieri possibili per la realizzazione di opere pubbliche, in modo da dare ossigeno alle nostre imprese. Vanno coinvolte le banche riminesi in un patto d'onore e di governance insieme alle Istituzioni, alle Associazioni di Categoria, alle Organizzazioni sindacali.
Quest'anno l'estate della politica riminese non sarà sinonimo di rallentamento dell'attività ma semmai di impegnativo lavoro. Quel dato aggiornato continua a pesare come un macigno.
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