Tu sei quiIl programma elettorale di Stefano Vitali: «Insieme per la Provincia utile» » 5 - Il lavoro come diritto inalienabile

5 - Il lavoro come diritto inalienabile


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DiStefano Vitali - Inserito il09 May 2009

Nel corso della prossima legislatura impegneremo le nostre forze per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro e per garantire la stessa sicurezza e stabilità dello stesso. Daremo ulteriore impulso alla realizzazione delle tre grandi Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate di Raibano, Santarcangelo e San Clemente per le quali sono già state costituite le società di gestione, definiti gli accordi con i comuni e le associazioni economiche accelerando le procedure per l'urbanizzazione e la messa a bando delle aree.

La forza della nostra economia sta nella sua diversificazione: il turismo ed il ricco tessuto di imprese e di servizi che ne costituisce la linfa, il manifatturiero con comparti di eccellenza quali quello del tessile, delle macchine per il legno e la meccanica, l'agricoltura che va tutelata utilizzando al meglio la leva urbanistica ed incentivata a perseguire politiche di qualità e di filiera che incrementino la redditività di impresa, la pesca e, più in generale, il grande numero di piccole imprese artigiane, del commercio e dei servizi da cui discende non poca della nostra vitalità.

Non spetta al pubblico insegnare agli imprenditori il proprio mestiere ne' impartire risibili lezioni sui mercati.

Oggi ognuno deve tornare più che mai ad assolvere alla propria funzione e responsabilità. Il mestiere del pubblico è quello di mettere in campo le condizioni che consentano alle imprese di poter trovare nel proprio territorio un valore aggiunto e non un limite. Politiche urbanistiche che consentano insediamenti moderni, compatibili con l'ambiente e dotati dei migliori standard di servizio; politiche della formazione a tutti i livelli (da quella professionale all'alta formazione universitaria) che possano favorire l'incontro tra domanda e offerta; attenzione ai temi della sicurezza e della legalità economica su cui non possiamo mai pensare di avere fatto tutto quanto necessario; politiche della mobilità che rendano agevole e razionale il movimento delle persone e delle merci; lo snellimento dei percorsi burocratici della pubblica amministrazione che continuano a pesare negativamente sulla competitività delle imprese italiane.

Una particolare attenzione va posta, poi, a quel tessuto di imprese, tecnici e ricercatori che elaborano, progettano e producono facendo propri i principi della piena sostenibilità ambientale (riducendo i consumi di energie fossili, di acqua, si risorse naturali senza penalizzare i propri conti economici). Un settore che comprende l'agricoltura biologica ma anche imprese che in ogni settore produttivo hanno apportato significative modifiche ai loro processi evolvendoli verso una attenta salvaguardia ambientale. Un settore da cui può venire un utile stimolo alle imprese più tradizionali e il cui sviluppo ci aiuta riflettere sulla convenienza sociale di un'economia che aumenti progressivamente la propria capacità di ripristinare, sostenere ed espandere quella che oggi è la forma di capitale più scarsa e più preziosa: il capitale naturale.

Ancora più peculiare è il rapporto tra territorio e turismo dove, più che altrove, vi è una totale coincidenza di interessi.

La scelta di dare vita all'Agenzia di Marketing di distretto (partecipata dai comuni, dalle associazioni dei comuni, dalle associazioni di impresa, da Camera di Commercio e Fiera) rientra pienamente in questo ambito.

Migliorare e valorizzare il territorio, è la condizione per potere fare turismo. E proprio l'Agenzia di Marketing costituita dalla Provincia di Rimini rappresenta un motore prezioso delle politiche di sistema: per la capacità di dare vita a veri e propri "eventi di sistema" (la Notte Rosa, il Moto GP di San Marino e della Riviera di Rimini ecc.) che rappresentano un livello di eccellenza nella capacità di coniugare comunicazione, promozione e presenze turistiche; per il sostegno all'innovazione delle imprese turistiche; per l'avvio di significative attività di supporto all'internazionalizzazione; per la valorizzazione dell'entroterra riminese come prodotto autonomo (con progetti quali la "Signoria dei Malatesta"); per la capacità di supportare e progettare politiche di promozione e valorizzazione di specifici target di mercato (le famiglie con bambini, il turismo sportivo, il turismo di affari (in partnership con Rimini Fiera e Convention Bureau, i turismi vocazionali e così via).

In questo senso, in sintonia con la nuova legislazione regionale sul turismo, l'area della provincia di Rimini è a tutti gli effetti lo strumento al servizio del Sistema Turistico Locale. E, in ogni caso, alla vigilia di un periodo difficile la Riviera di Rimini si presenta come una realtà ancora in salute e che chiude l'anno con dati turistici assolutamente più positivi rispetto alle altre mete più importanti del turismo nazionale.

Ma nel nostro programma c'è l'imperativo di tenere assieme lo sviluppo dell'impresa e dell'imprenditorialità accanto ad una estensione del lavoro e ad una tutela della sua regolarità e sicurezza.

Va in questa direzione l'azione dei Centri per l'impiego che rappresentano una delle migliori esperienze nazionali e nel 2007 ha consentito di trovare occupazione a 6385 persone e incrementato del 58,9% i tirocini (numeri che sono tre volte superiori alla media nazionale, rilevata dal Ministero per il Lavoro).

Un servizio che intendiamo salvaguardare e qualificare ulteriormente adottando le azioni possibili in un quadro reso difficile dalle scelte del Governo (che pone limiti sempre più irragionevoli all'autonomia economica e organizzativa degli Enti locali e rende sempre più incerti i trasferimenti finanziari) e con un attenzione particolare a garantire percorsi di sostegno alle persone più svantaggiate.

Mentre, per quanto riguarda il tema della sicurezza e regolarità del lavoro va aggiornato e reso pienamente operante il "Protocollo d'intesa per la qualità, la regolarità e la sicurezza negli appalti pubblici di opere, servizi e forniture" sottoscritto nel 2003 da Provincia, Prefettura, Regione, DPL, INPS, l'INAIL, CCIAA, AUSL e da tutte le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori. Analogo impulso si intende dare al Tavolo provinciale per il coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, come previsto dalla legge 123/2007.

In questa prospettiva si intende incentivare da parte dei nostri Comuni l'esercizio della stessa possibilità, prevista dalla Legge Finanziaria, di partecipare al recupero fiscale collegato al coordinamento dei controlli dei diversi organi ispettivi preposti. Ma, ancor di più, ci interessa sottolineare un valore distintivo che ispirerà le nostre scelte istituzionali: non potrà mai essere nostra una cultura che sostanzialmente sostiene che in nome della crisi economica va accettata una diminuzione dei diritti e dei livelli di legalità. Non solo perché i diritti persi in condizioni di emergenza diventano difficili da recuperare ma anche perché una condizione degradata del nostro mercato del lavoro (più sommerso e meno sicurezza) e del patto fiscale che vincola i cittadini alle istituzioni (più evasione fiscale), determinerebbe una marginalità della stessa nostra realtà economica nel momento in cui si apriranno nuovi orizzonti di crescita. Accettare come normali scorciatoie che non sono normali significa accettare il declino della nostra area. Ed in questa direzione intendiamo muovere tutti gli strumenti istituzionali e culturali disponibili.

Dai nostri valori le nuove scelte

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