Tu sei quiLettera aperta agli elettori e ai partiti: le ragioni dell'apparentamento con l'Unione di Centro

Lettera aperta agli elettori e ai partiti: le ragioni dell'apparentamento con l'Unione di Centro


ritratto di Stefano_Vitali

DiStefano Vitali - Inserito il13 June 2009

Cari amici,

questa mattina ho sottoscritto l'accordo di apparentamento per il ballottaggio con l'Unione di Centro (UdC). L'accordo- che rappresenta indubbiamente una novità nella dinamica storica riminese dei rapporti tra centro, centrosinistra e sinistra- trae le proprie premesse da una aderenza e una coerenza al nostro programma. Se il nostro programma non fosse stato costruito su sviluppo in senso ambientalista, su sostegno al lavoro, alle imprese e alla famiglia, su politiche di trasparenza nella gestione della cosa pubblica, non si sarebbe trovata alcuna convergenza percorribile e plausibile.

C'è da battere, in Italia e a Rimini, un centrodestra e un berlusconismo sempre più arrogante, intollerante, vuoto di idee e di proposte. Allora le istanze riformiste e democratiche trovano una ragione in più per contrapporsi a un modello politico e culturale di devastante pochezza ma di altrettanto imperiosa prepotenza. Il programma è stata la pietra angolare di questa decisione, il coraggio il necessario collante. Lo stesso coraggio che negli ultimi vent'anni ha condotto il centrosinistra di Rimini a varcare 'colonne d'Ercole' prima impensabili.

Ricordo a fine anni Ottanta l'allora sindaco di Bellaria Igea Marina, Ferdinando Fabbri, aprire 'l'esperimento' del rapporto tra PCI e DC; quindi il sindaco di Rimini, Giuseppe Chicchi, archiviare magistralmente nel 1993 la stagione del pentapartito con l'accordo tra PDS e Popolari; poi il sindaco Alberto Ravaioli sottoscrivere l'apparentamento con PRC tra primo e secondo turno delle amministrative 2001.

Ognuna di queste scelte portava una prospettiva e un rischio. Per certi versi sono state svolte con un'alta percentuale di azzardo, servite in ogni caso per progetti politici e sociali nell'interesse delle comunità locali e del Paese. Oggi ci anima lo stesso spirito. La priorità per tutte le forze riformiste italiane, di centro e di sinistra, che si riconoscono in un modello di sviluppo equilibrato- fortemente improntato ai valori della democrazia che innervano ogni ganglo del Paese-  è oggi quella di fare fronte comune contro un centrodestra sempre più radicale, puntando invece sempre e ancora di più su due valori in simbiosi: coesione sociale e sviluppo. Questo attraverso una reciproca volontà di trovare sintesi sui programmi a tutti i livelli, accentuando i punti di intesa e non alimentando la cultura autodistruttiva della 'esaltazione della differenza a ogni costo'.

Ogni fase politica è complessa da gestire, soprattutto nell'immediato. Le svolte a cui prima ho accennato hanno avuto momenti difficili, conflittuali ma alla lunga si sono rivelate scommesse vincenti. Il discrimine tra successo o insuccesso è il senso di responsabilità di tutte le componenti: in questo caso dichiaro esplicitamente che mi faccio garante dell'asse di governo, del programma e dell'attuazione dello stesso, rispondo e risponderò io in prima persona della sua tenuta e della sua realizzazione. Ai partiti e agli elettori ambientalisti e di sinistra rivolgo un ulteriore inciso: mi faccio responsabile e garante del programma e della rappresentanza istituzionale e di governo delle forze ambientaliste e di sinistra. La convergenza è sui temi del sociale, delle povertà, dell'esclusione, dell'ambiente e del sostegno deciso e articolato al mondo del lavoro, delle imprese e delle famiglie. E' un fortissimo segnale di fronte a una crisi economica che il centrodestra non solo non sta affrontando ma che prima ha smentito e poi ignorato.

Queste in sintesi la ragioni dell'allargamento della coalizione in vista del ballottaggio del 21 e 22 giugno.

Me ne assumo l'onere e la responsabilità. Ho intrapreso questa strada, riflettendoci molto, ma con la convinzione di fare oggi la cosa giusta.

 Stefano Vitali

 

ritratto di nick1971

Certo, vincere al primo turno sarebbe stato meglio.
Certo, non fare apparentamenti sarebbe stato meglio.

D'altra parte occorre guardare avanti e non permettere a chi si è proposto con un programma e una strategia politica che si riassume in "tutti zitti e speriamo che San Silvio ci salvi tutti" non solo è doveroso, ma fa parte anche del bagaglio culturale di chi fa politica "per amministrare un territorio" non per vincere una competizione elettorale.

Di fronte al berlosconismo/fascismo strisciante, alla prospettiva di vedere la Valconca rappresentata da Berselli (e chi l'ha mai visto in 5 anni, anche a Montefiore) e G. Ciotti (che, con sprezzo del pericolo, non si è presentato nel collegio di Morciano per il PDL ma è si è paracadutato in un collegio sicuro) credo che la tua scelta sia sì azzardata, ma anche "tremendamente" giusta.

Capisco le perplessità dei compagni del PdCI, capisco la posizione del compagni di "Sinistra Critica" (ho trascorsi nei gruppi leninisti... so come ragionano...): ma qui c'è da salvare una provincia e da amministrare un territorio e so che tu, Caro Stefano, al di là degli apparentamenti ci garantirai ampiamente.

E, dall'alto dei miei due metri e 105 Kg, so bene che non ci deluderai...

Nicola Battistoni
Mondaino - RN

ma vergognatevi, su: fare scambio di poltrone per mantenere questa cappa sulla città, ma che pena l'udc...

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