Tu sei qui'Nuovo Palacongressi, la strada giusta dell'infrastrutturazione'

'Nuovo Palacongressi, la strada giusta dell'infrastrutturazione'


Diredazione - Inserito il12 May 2009

Pubblichiamo qui sotto un abstract dell'intervento di Stefano Vitali all'incontro di lunedì 11 maggio 'Palacongressi di Rimini. Un progetto per la città'.

"Mi piace cominciare citando un dato statistico apparentemente incongruo rispetto al tema della serata. Nel 1995 la provincia di Rimini aveva un tasso di disoccupazione pari all'8.5%; nel 2007 questa cifra si fermava al 4%. In dodici anni, dunque, si è dimezzata la percentuale dei 'senza lavoro'. Numeri da prendere ovviamente con le molle, tra i mille distinguo della 'anomala' economia riminese ai trend nazionali nello stesso periodo temporale. Ma indubbiamente ciò segna un punto a favore della programmazione infrastrutturale privata e pubblica attuata nei tre lustri in questione: voglio dire che il ruolo dell'Ente pubblico- dall'istituzione della nuova Provincia di Rimini ad oggi- è stato fortemente orientato a creare quei volani di sviluppo che da una parte fungessero da 'cuscinetto' rispetto alla stagnazione del turismo balneare aggredito dalla nuova concorrenza internazionale (- 15% sul piano nazionale) e dall'altra si rivelassero addirittura capaci di aprire nuove prospettive su segmenti di mercato prima secondari. Si prenda l'abusato esempio del nuovo quartiere fieristico: si citano invariabilmente le statistiche che riflettono il notevole incremento di flussi turistici nei mesi primaverili, autunnali e invernali (gennaio '96: 94 mila presenze; gennaio 2008: 201 mila presenze; marzo '96:  138 mila presenze; marzo 2008: 334 mila presenze) ma per verificare la positiva ricaduta indotta della crescita fieristica è sufficiente verificare il numero di strutture alberghiere annuali aperte nel medesimo periodo. Esse rappresentavano il 12% del totale nel '96 contro il 21,2% del 2008. Va detto che le presenze turistiche totali in provincia di Rimini erano 14 milioni 440 mila nel 1996 e 15 milioni 349 mila nel 2008. Credo che la bontà di una politica lungimirante si misura con un metro preciso: qui siamo al di là dell'opinione o della strumentalizzazione, qui parlano i numeri. 

E proprio i numeri dicono molto ma non tutto: il 'monte presenze' mantenuto, anzi persino aumentato, si è spalmato su un periodo temporale più lungo determinando una migliore qualità dell'impatto turistico sui residenti, incrementando la redditività del settore congressuale/fieristico attraverso l'aumento della ricettività annuale che in definitiva ha creato più e più a lungo occupazione per tutto il sistema Rimini.

La via riminese all'infrastrutturazione strategica è la strada giusta ed è su questa che si deve proseguire, senza tentennamenti e senza ascoltare le 'sirene' di chi confonde ad arte la grande opera con velleità faraoniche.

Il Palacongressi di Rimini nasce e si sviluppa nello stesso contesto ambientale e culturale. Che è innanzitutto un ambito fortemente e scientemente politico-amministrativo. Se mettessimo assieme le risorse economiche destinate dagli Enti pubblici a Fiera, Palacongressi di Rimini e Riccione, Centro Agroalimentare raggiungeremmo tranquillamente la cifra di 200 milioni di euro. E' nella cultura di governo del centrosinistra considerare le infrastrutture come generatrici di indotti diretti e indiretti, sia in termini di ricchezza che di occupazione diffusa. Voglio rimarcare questo aspetto non sono sicuro che la stessa cultura di governo impregni idee e convinzioni del centrodestra italiano. Proprio sul tema delle grandi infrastrutture, il Governo Berlusconi sta dimostrando i suoi limiti più preoccupanti: non v'è traccia di un programma di realizzazioni, il sogno/incubo del Ponte sullo Stretto nasconde un vuoto di risorse assoluto. A livello locale, la prova del nove: nel programma che non esiste del candidato di centrodestra alla Provincia di Rimini spicca come unica idea la cancellazione di un'opera fondamentale come il Metrò di Costa.

 

L'operazione Palacongressi di Rimini è, se è possibile, ancora più ambiziosa di quella della Fiera. Innanzitutto per il periodo storico in cui viene realizzato: oggi infinitamente più complesso, data la crisi economica generalizzata. Poi le modalità di realizzazione: il nuovo Palacongressi si colloca in una zona centrale, fortemente urbanizzata e che, sino a ieri, subiva con crescente sofferenza l'assalto periodico dei flussi turistici. La struttura nasce dunque per ricucire il tessuto ambientale circostante e due pezzi di città- infrastrutture e parco- che prima non dialogavano. Credo davvero che con il Palacongressi daremo sostanza a una filosofia precisa: le infrastrutture non sono astronavi che atterrano nel deserto, sono elementi di novità anche architettonica che assumono il ruolo di generatori di riqualificazione e innovazione territoriale nella direzione di aumentare la fruibilità dei luoghi.

Accanto alla realizzazione del Palacongressi si sta portando avanti la riqualificazione del cosiddetto 'parco Ausa/raggio verde'. L'intervento prevede la valorizzazione del Parco denominato 'la cava', adiacente il nuovo Palazzo dei Congressi, in modo da innalzare la qualità ambientale e la fruibilità delle aree verdi da parte di residenti e ospiti in questo quadrante di città.

Verrà allora riqualificato il verde delle aree circostanti la struttura congressuale attualmente in fase di realizzazione, sistemato il tratto di via della Fiera incluso nella fascia verde e realizzato il ponte/sottopasso. Rientrano altresì nel progetto ambientale 'raggio verde', il ripristino del passaggio ciclo-pedonale interrato persistente sotto via della Fiera e la sistemazione del parco Ausa in prossimità del parco 'la cava'. Il costo dell'intero intervento ammonta a 4,6 milioni di euro.

L'ultimo aspetto che voglio affrontare è quello del dialogo tra quest'area e il resto della città e della provincia, una volta realizzate le opere. Badate, non si tratta solamente di organizzare servizi di navette o prevedere i collegamenti tra Trc e Palacongressi: con una nuova struttura congressuale di livello europeo dovrà cambiare il modo di organizzare le politiche turistiche del territorio. Rimini sempre più capitale dell'accoglienza annuale dovrà convertire eventi, manifestazioni culturali, trasporti, rete commerciale. E' una sfida nella sfida. Ho negli occhi quanto è accaduto in piazza Ferrari con la Domus del Chirurgo: una straordinaria riqualificazione culturale che diventa anche occasione di riqualificazione della rete commerciale e dei pubblici esercizi. Questo effetto dovrà essere decuplicato con il Palacongressi: significa un territorio ambientalmente più attrattivo in ogni suo luogo e componente (penso, ad esempio, all'entroterra), centri storici di qualità, mobilità veloce e innovativa mirata soprattutto al trasporto pubblico. In definitiva, per gli Enti pubblici riminesi l'arrivo del Palacongressi significa nuove responsabilità e un punto di ripartenza. Con la stessa responsabilità, non ci tireremo indietro ancora una volta. Gli altri, francamente, credo che volentieri si sottrarrebbero."

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