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A proposito di crisi


Diredazione - Inserito il28 marzo 2009

Stefano Vitali, la crisi è vera o è un’invenzione?

“Beh, il nostro Premier dice ogni giorno che non è così brutta come qualcuno la dipinge e se ne può uscire spendendo e spandendo. Addirittura il ministro Scajola è arrivato pubblicamente a ‘ordinare’ di spendere. Domando io: ma se uno i soldi non li ha si deve indebitare per dare ragione a Berlusconi?”

Allora la crisi esiste davvero.

“Un milione di disoccupati in più entro il 2010 in Italia. Almeno 4-5 milioni di italiani che si sveglieranno la mattina, avendo davanti il vuoto e il dramma. In più decine di migliaia di aziende in crisi, perdita di competitività del settore industriale, segmenti economici come il turismo a forte rischio causa mancanza di soldi e perdita del potere d’acquisto da parte degli italiani, Enti locali al collasso a causa dell’aumento della spesa sociale. Eppure…”

Eppure?

“Eppure abbiamo un Governo che promette solo soldi virtuali. Come per gli aerei di Mussolini, Tremonti annuncia da sei mesi gli stessi soldi: chi li ha visti realmente? E intanto le imprese chiudono. Ah, per la verità, nel frattempo sono state rifiutate proposte interessanti come quella del PD sull’assegno di disoccupazione e sul contributo una tantum per i redditi oltre i 120 mila euro”.

Tutto questo riguarda Rimini?

“Rimini ha 36 mila imprese, la spina dorsale della sua economia. All’inizio di marzo 4 mila lavoratori di queste erano a casa per cassa integrazione, mobilità e/o sospensione. Industrie storiche stanno ‘ristrutturando’, vale a dire tagliano il personale. Ho girato sinora una trentina di aziende del Riminese: c’è una preoccupazione che si taglia a fette ma anche la voglia di non arrendersi. A queste persone io dico: la crisi va guardata in faccia e non nascosta, soprattutto non la si deve far pagare ai meno tutelati, vale a dire i lavoratori”.

Come?

“Prima del ‘come’  mi permetta di dire ‘chi’. La politica, noi, dobbiamo dare le risposte anche per chi come il centrodestra non le sa dare. Qualcuna la diamo già oggi sul territorio riminese: un fondo speciale di un milione di euro per le imprese e le agevolazioni tariffarie per chi è in cassa integrazione. Sono tre le cose che la Provincia può fare domani, tenendo assieme le sorti di imprese e lavoratori: completare le infrastrutture a partire dalla rete stradale in modo da garantire la competitività delle aziende, rendere meno contorta la macchina burocratica pubblica, coinvolgere le banche in un discorso etico di comunità. Mi spiego meglio: le banche devono essere consapevoli che togliere la fiducia a un’azienda con dipendenti non è la stessa cosa che registrare un prelievo dal bancomat”.

E il centrodestra riminese?

“L’unica soluzione proposta dal centrodestra riminese è stata quella di cancellare una grande infrastruttura viaria, peraltro già finanziata dallo Stato. Tradotto: per la PDL è meglio che quei 40 milioni di euro rimangano a Roma piuttosto che siano investiti a Rimini. Altro non è pervenuto. Capisco la loro difficoltà: cosa può promettere il centrodestra riminese visto che il loro Governo non fa nulla sul piano nazionale, addirittura quasi ‘nascondendo’ che c’è una crisi?”

Conclusione?

“Mi pare chiara la differenza tra centrosinistra e centrodestra davanti a questa preoccupante situazione. A meno che la Zecca di Stato, su decreto legge del Governo, non dichiari valuta valida e corrente i soldi del Monopoli…”.

Fondamentale, dal mio punto di vista, che la Provincia continui ad investire per rimanere punto di riferimento (istituzionale, certo, attendibile) per il mercato del lavoro del territorio. Da più parti ci sono tentativi di privatizzazione, ma i servizi dei Centri per l'impiego - fra i pochi che mettono l'Ente a contatto diretto, "faccia a faccia", con migliaia di cittadini e di aziende - devono rimanere a gestione pubblica. Anche per garantire pari opportunità ai soggetti più deboli, spesso penalizzati dal privato con la puzza sotto il naso... (Centrodx e Centrosx hanno diverse prospettive, in proposito). Potenziare, sottolineo, anche i servizi che i Centri per l'impiego possono mettere a disposizione degli imprenditori, non solo dei lavoratori. Dunque: "buon lavoro"!
n/d
ritratto di Stefano_Vitali

I Centri per l’impiego della Provincia di Rimini rappresentano una delle migliori esperienze esistenti a livello nazionale.
In questi giorni mi sono documentato sui numeri e sulla qualità dei servizi erogati e devo dire che sono impressionanti.
E’ curioso che proprio in una fase di crisi come questa, dove è più che mai importante fornire un sostegno non solo “tradizionale” (mi riferisco in primo luogo a percorsi di riqualificazione che tengano conto delle opportunità offerte dalla formazione professionale) a chi perde il lavoro o continua a cercarlo e alle stesse imprese, il ministro Sacconi ed il Governo pensino di mettere in discussione un servizio pubblico essenziale.
Non ho dubbi a garantire fin da adesso il mio impegno a ricercare tutte le strade per non disperdere un patrimonio al servizio della nostra comunità la cui messa in discussione creerebbe problemi davvero molto seri.

Grazie, Stefano, per la tua risposta.
Proprio oggi abbiamo saputo da colleghi francesi e inglesi che, fra le prime azioni per fronteggiare la crisi, da loro hanno aumentato gli operatori addetti al servizio pubblico di orientamento al lavoro.
Sui giornali di domani ci dovrebbe essere un appello dei sindacati riminesi si chiede maggiore attenzione sull'argomento da parte delle istituzioni, in special modo riguardo agli operatori che, pur ricchi di esperienza e professionalità, sono loro stessi dei precari a rischio disoccupazione. Che contraddizione!

Cristella

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