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La crisi e il lavoro perduto: il dato che pesa come un macigno
La campagna elettorale è cominciata a marzo. Subito tutti i candidati e gli schieramenti si sono trovati davanti a un dato grande come un macigno: 3400 lavoratori in cassa integrazione o in mobilità nel comparto industriale, almeno 500 nel comparto artigianale. Considero un'occasione perduta dalla politica il fatto che, nonostante gli sforzi, questo problema sia stato tenuto ai margini del dibattito. Soprattutto da una parte politica che- dal livello nazionale in giù- sta scientemente sviando l'attenzione su questa emergenza, parlando di tutt'altro.

Il Centro per l'impiego è fondamentale
Ho visitato la sede del Centro per l'impiego della Provincia di Rimini. Si tratta di una struttura che è un vero e proprio vanto per capacità di incidere sui problemi reali della comunità locale: rappresenta una delle migliori esperienze nazionali e nel 2007 ha consentito di trovare occupazione a 6385 persone e incrementato del 58,9% i tirocini (numeri che sono tre volte superiori alla media italiana, rilevata dal Ministero per il Lavoro).
A proposito di crisi
Stefano Vitali, la crisi è vera o è un’invenzione?
“Beh, il nostro Premier dice ogni giorno che non è così brutta come qualcuno la dipinge e se ne può uscire spendendo e spandendo. Addirittura il ministro Scajola è arrivato pubblicamente a ‘ordinare’ di spendere. Domando io: ma se uno i soldi non li ha si deve indebitare per dare ragione a Berlusconi?”
Allora la crisi esiste davvero.
“Un milione di disoccupati in più entro il 2010 in Italia. Almeno 4-5 milioni di italiani che si sveglieranno la mattina, avendo davanti il vuoto e il dramma. In più decine di migliaia di aziende in crisi, perdita di competitività del settore industriale, segmenti economici come il turismo a forte rischio causa mancanza di soldi e perdita del potere d’acquisto da parte degli italiani, Enti locali al collasso a causa dell’aumento della spesa sociale. Eppure…”


