Tu sei qui"Il futuro della mobilità in provincia di Rimini"

"Il futuro della mobilità in provincia di Rimini"


Diredazione - Inserito il01 June 2009

Pubblichiamo di seguito alcune riflessioni sul futuro della mobilità nella provincia di Rimini che articolano quanto indicato nel programma di Stefano Vitali. 

1 . Programmare le scelte

Troppo spesso si parla di mobilità partendo dai problemi delle strade e ricercando soluzioni improvvisate. Va fatto un ragionamento più generale. Dobbiamo partire dall'idea di città che vogliamo realizzare nei  prossimi dieci/quindici anni e quindi dobbiamo partire dalla pianificazione.

Siamo convinti che nella parte più urbanizzata e più densamente abitata le auto in circolazione debbano diminuire. Non possiamo permettere che in un anno ci siano 60 giorni di aria irrespirabile, non possiamo accettare che il 14% del PIL prodotto a Rimini se ne vada in fumo per congestione da traffico, malattie, ritardi nelle consegne ed incidenti.

Non è solo un problema di inquinamento, è una questione complessiva che attiene alla qualità della vita nei nostri comuni. Il tema della qualità e della bellezza delle città passa per forza di cose da come organizziamo il sistema della mobilità delle persone e delle merci nello spazio urbano. Ci sono troppe auto in circolazione: 843 veicoli ogni mille abitanti, contro la media regionale di 804, che pure è tra le più alte in Italia. Per ogni km di strade in provincia ci sono 118 auto. Nel comune di Rimini sono ben 180, se le mettessimo tutte in fila rimarrebbero appena 190 metri per circolare.

Dobbiamo lavorare per avere un sistema della mobilità che allontani le auto dalle aree pregiate: centri storici e i lungomare. Queste zone debbono essere pedonalizzate. L'ambizione o se volete il sogno è avere da Bellaria-Igea Marina  fino a Cattolica un lungomare a disposizione di residenti e turisti per essere vissuto piacevolmente, di giorno e di notte. Un salto di qualità che collocherebbe il sistema Rimini al centro dell'attenzione europea, un vero e proprio fattore competitivo di assoluta eccellenza.

 

2. Liberare i centri storici e il lungomare dalle auto: il TRC

Per rendere concreto questo progetto occorre avere un trasporto pubblico efficiente e di livello qualitativamente alto. Ecco quindi che il Trasporto Rapido Costiero diviene l'elemento centrale del nuovo assetto della mobilità. Deve essere possibile muoversi lungo la costa in maniera veloce avendo la certezza dei tempi di percorrenza. Per farlo abbiamo bisogno di avere mezzi che possano viaggiare in corsia protetta, fuori dal traffico e dagli ingorghi.  Ci serve un sistema moderno, a basso impatto ambientale, esteticamente apprezzabile ed integrato con il resto del trasporto pubblico locale.

A queste caratteristiche risponde il TRC che si sta realizzando tra Rimini a Riccione.

E' chiaro che dobbiamo collegarlo con la Fiera di Rimini ed estendere il sistema verso sud, quindi Misano e Cattolica, e verso nord, Bellaria e Ravenna, anche utilizzando l'intermodalità. Verso Cattolica ci si muoverà  con un sistema di filovia, mentre verso Ravenna il collegamento sarà assicurato da una rinnovata ferrovia che con cadenze di 15/20 minuti collegherà il sistema turistico locale più importante d'Europa, mettendo in relazione e riavvicinando di colpo i mosaici bizantini, i parchi tematici, San Vitale, la Domus del chirurgo, i Palas di Rimini e Riccione e la tomba di Dante.

Dobbiamo ricordare che l''insediamento costiero rappresenta, di fatto, la seconda città della Regione (che diventa la prima durante il periodo estivo), con una popolazione residente di circa 468.000 abitanti distribuiti negli undici Comuni che la compongono (Ravenna, Cervia, Cesenatico, Gatteo, Savignano sul Rubicone, S. Mauro Pascoli, Bellaria-Igea Marina, Rimini, Riccione, Misano Adriatico, Cattolica).

Le stazioni esistenti saranno rinnovate sull'esempio di quanto già avvenuto a Bellaria Igea Marina e di quanto si sta facendo a Miramare, anche con interventi strutturali per limitare al massimo il rumore. Il materiale rotabile sarà rinnovato secondo il programma regionale che prevede affidamento dell'esercizio della tratta alla FER in partnership con Trenitalia. Sulla linea non dovranno più transitare i treni merci che saranno indirizzati sulla linea Piacenza/Ancona, ciò risolverà alcuni problemi presenti oggi sulla Ravenna Rimini.

Allo stesso tempo si dovrà intervenire per risolvere il problema dell'attraversamento della ferrovia a Bellaria Igea Marina, avviando da un lato soluzioni a breve termine, dall'altro impostando una progettazione più a lungo termine per una soluzione ancora più efficace del problema, anche pensando all'utilizzo dei fondi strutturali europei.

Chi osteggia il TRC non comprende che solo così possiamo vincere la scommessa di integrare la nostra offerta turistica con quella delle altre città della costa. Qualcuno davvero pensa che il futuro sia continuare a spostarci in  macchina, costruendo centinai di chilometri di nuove strade? L'Europa ci dice che non è così. Dobbiamo guardare ai migliori esempi delle metropoli europee, non abbassare lo sguardo nel giardino di casa propria. Oppure proporre irrealizzabili progetti di spostamento della ferrovia. Con  i sottopassi già realizzati e in fase di realizzazione (Via Tripoli, via Chiabrera, Via Rimembranze, Via Portofino, via Siracusa, Via , Via Pascoli, Via dei Martiri, Viale Martinelli, Via Cavalieri Vittorio Veneto, Via Angeloni, Via La Spezia, Via Emilia,  Via Parini, Via Puccini a cui si aggiungono 12 pedonali,  9 a Rimini e 3 a Riccione) renderemo più semplice e veloce l'attraversamento della ferrovia.

Il tracciato prescelto per la sede propria per il TRC si sviluppa prevalentemente in superficie e in affiancamento alla esistente linea FS Bologna - Ancona, vale a dire, seguendo un corridoio territoriale baricentrico rispetto all'assetto insediativo urbano, posto ad una distanza media di circa 300 Mt. dall'attuale percorso filoviario. Ciò consentirà di "ricentrare" l'offerta di trasporto pubblico sul territorio, migliorando il livello di accessibilità rispetto alla componente "sistematica" della mobilità che si muove nell'area. Dal punto di vista dell'esercizio la definizione del modello è basata su frequenze medie di 10' (9 veicoli/h) che percorreranno il tragitto di circa 10 km in 22', con una fermata circa ogni 600 Mt. ad una velocità commerciale di 30km/h.

Con veicoli da 18 Mt., la capacità di trasporto della linea, per frequenze di 10' si attesta su valori pari a circa 3.000 posti/h complessivi nelle due direzioni di marcia. 

Sulla base di queste ipotesi di esercizio, si è stimata una domanda attraibile dai nuovi servizi TRC di circa 8 milioni di spostamenti annui, a seguito della realizzazione della prima fase funzionale Rimini - Riccione. Tale domanda produrrà un traffico di punta dell'ordine di  circa 70.000 pass./g. (giorno medio del periodo estivo).

 

3. Migliorare l'ambiente

Dobbiamo avere presente l'enorme beneficio di carattere ambientale che se ne ricaverà, ipotizzando una media di 50.000 passeggeri al giorno, avremmo circa 25.000 auto circolanti in meno, per un totale di circa 200.000 km/g in meno percorsi, calcolando viaggi di andata e ritorno di lunghezza media inferiore alla distanza tra Rimini e Riccione. Secondo tale schema l'inquinamento atmosferico da polveri sottili sarà ridotto dell' 11% rispetto al totale emesso lungo la costa. Ricordo che le tonnellate di PM10 prodotte dai mezzi in circolazione equivalgono al 43,2% del totale delle emissioni e corrispondono a 334 tonnellate.

La previsione è che con l'introduzione del TRC diminuiscano di 66 tonnellate, anche per effetto dell'introduzione delle piattaforme di trasporto delle merci, di cui dirò più avanti.

Il TRC deve quindi essere la spina dorsale di un trasporto pubblico ripensato e rinnovato. Le stazioni del TRC saranno perciò stazioni polifunzionali con parcheggi per biciclette, per auto e moto, dotate di servizi di tipo pubblico e privato (bar, negozi, ristoranti, ecc.).

Dovremmo istituire nuove corsie preferenziali per rendere appetibile il trasporto pubblico anche sperimentando nuove soluzioni come il servizio a chiamata, quindi razionalizzando costi e collegando meglio le parti nuove delle città.

 

4. Sperimentare l'innovazione

In questo contesto penso che per il Palacongressi di Rimini e di Riccione si possa immaginare delle modalità di collegamento con il TRC di grande innovazione e di forte suggestione, puntando su veicoli a bassissimo consumo e di grande suggestione. Insomma sperimentando soluzione da capitale del turismo europeo. Il riferimento è ai sistemi di Personal Rapid Transit che segneranno il futuro della mobilità nel mondo. Non possiamo certo pensare ad un brucomela di 60 metri di lunghezza e con stazione sopraelevate di oltre cento metri che per essere alimentato necessita di qualche migliaio di metri quadrati di pannelli fotovoltaici sospesi per aria.

 

5. Allontanare il traffico: la nuova SS16

Per centrare l'obiettivo abbiamo bisogno di liberare spazio, di avere più strade a disposizione. Non certo costruedone di nuove lì dove è impossibile, ovvero nei centri storici e a ridosso del mare. Quindi è il flusso di attraversamento delle città della costa che deve essere arretrato, ecco perché abbiamo bisogno della nuova strada statale che correrà parallela all'autostrada.

Vale la pena di ricordare che sulla SS16 transitano una media di 30.000 veicoli al giorno, con punte di 35.000 veicoli nei giorni di maggiore traffico (Fiere, eventi e congressi) e che l'indice di mortalità è di 0,28 per km contro una media nazionale dello 0,03.

L'attuale SS16 deve essere l'asse di scorrimento urbano che consentirà di liberare dalle auto la parte più pregiata e più urbanizzata dei nostri comuni. In queste aree il  trasporto pubblico e la mobilità ciclo pedonale diverrà protagonista offrendo una occasione unica di riqualificazione degli spazi urbani. Una piccola ma significativa rivoluzione verde. Sarà meglio definito il sistema della sosta, dotando i centri attrattori di flussi di sistemi di parcheggi scambiatori, sia per le auto che per i mezzi collettivi (bus e corriere), in particolare andranno pensate aree a ridosso dei caselli autostradali.

La nuova SS16 Adriatica da Rimini Nord a Misano/Cattolica, per circa 23 km, sarà realizzata secondo il progetto definitivo, ormai pronto, a due corsie per senso di marcia, più corsia di emergenza e spartitraffico centrale, e dialogherà con l'attuale assetto delle viabilità provinciale e comunale svolgendo la funzione di asse di scambio per gli spostamenti di media percorrenza.

La scelta di farla passare in affiancamento all'attuale autostrada trova la propria ragione nel fatto che non vogliamo consumare altro territorio quindi la linea invalicabile dell'espansione è il fascio di infrastrutture in fase di realizzazione.

Insomma da un lato la città compatta della costa che si sviluppa attraverso il riuso dei contenitori esistenti e del miglioramento della qualità urbana; dall'altro la ricchezza del territorio collinare e agricolo che con la fine della "dispersione insediativa" punta alla qualità, all'ambiente, alla specializzazione delle funzioni.

Nell'entroterra, però, non c'è solo cultura e turismo, basti pensare che in Valconca si sta progettando una delle tre aree produttive ecologicamente attrezzate che daranno risposta alle esigenze delle imprese dell'industria  e dell'artigianato, del resto la seconda area è tra Santarcangelo e Rimini ed è al servizio delle esigenze di sviluppo delle imprese della Valmarecchia.

 

6. Avvicinare la Valmarecchia e la Valconca

Questo assetto della viabilità è completato da un sistema di strade provinciali che garantiscono il collegamento tra l'entroterra e la città costiera. A sud è già in fase avanzata l'iter per la nuova SP17 con il nuovo ponte sul Conca che renderà agevole il collegamento della Valconca con Riccione e Cattolica ed i vicini svincoli della nuova statale e dell'autostrada.

A nord dopo il primo stralcio della strada di gronda si procederà a progettare e poi realizzare il secondo stralcio che  consentirà di arrivare fino a Poggio Berni, facendo diminuire il traffico sulla Marecchiese, oggi una delle strade più congestionate e pericolose. L'intervento potrebbe essere completato con la costruzione di un ponte ciclo pedonale sul modello di quello in funzione a Rimini sul Marecchia.

L'intenzione è far proseguire questa nuova strada fino al Ponte di Verucchio realizzando così un asse di scorrimento agevole tra l'Alta Valmarecchia e la zona nord di Rimini. Favorendo gli spostamenti dei mezzi pesanti che transitano da e per il casello di Rimini Nord. Ciò disegna un sistema particolarmente efficace che definisce un sistema organico di una Provincia che della pianificazione territoriale fa il proprio punto di forza programmando nel tempo le scelte e perseguendo soluzioni concrete e coerenti.

 

7. Collegare Rimini a San Marino

Vorrei anche aggiungere un progetto che costituisce un sogno, ma un sogno possibile. Tra Rimini e la Repubblica di San Marino intendo avviare uno studio per verificare il ripristino delle funzioni che assicurava in passato la ferrovia, attraverso un collegamento diretto con un percorso protetto separato dall'attuale sede stradale della SS72.

E' un intervento di grande suggestione, che avrebbe ricadute importantissime sul turismo, favorendo le relazioni tra noi ed uno Stato sovrano. Potenzieremo la nostra offerta e la Repubblica ne avrebbe sicuro beneficio, ma non è da sottovalutare il vantaggio per i circa 6.000 pendolari che quotidianamente si muovono nelle due direzioni.

La sicurezza ne guadagnerebbe, diminuirebbero gli incidenti e la qualità della vita di molte persone aumenterebbe.

Lo stesso Aeroporto internazionale F. Fellini ne trarrebbe vantaggio. Considerate le dinamiche dei flussi e il numero degli spostamenti l'opera nel medio e lungo termine potrebbe anche auto finanziarsi, tale aspetto andrà verificato e approfondito nello studio che intendo proporre, la tecnologia potrebbe essere simile al sistema  adottato per il TRC lungo la costa.

 

8. Ampliare l'A14

Fa parte del disegno da realizzare, quanto fin qui è stato fatto per far iniziare prima possibile l'ampliamento a tre corsie dell'A14. Ricordo che i lavori per la nuova Galleria di Scacciano partiranno entro il 2009 e subito dopo verranno iniziati quelli che interessano tutta la tratta da Rimini Nord a Cattolica, con un investimento di 560 milioni di euro.

Voglio sottolineare che anche in questo caso l'intervento oltre a migliorare la viabilità avrà ricadute importanti per l'ambiente e per la qualità della vita di cittadini e imprese. Sulla base di dati di Autostrade per l'Italia relativi ad interventi simili è possibile affermare che avremo -18% di CO, - 22% Nox, - 28% COV (composti organici volatili), -24% di Pm10 ed inoltre -50% di tempo perso totale, -9,4% di ore di traffico bloccato, -25,2% di incidenti totali.

Le tre corsie ci consentono di essere più facilmente raggiungibili. Aver risolto il problema del nodo di Mestre ci ha avvicinato all'Europa. Ci auguriamo che a breve si decida anche per il passante di Bologna, avviando a soluzione un altro punto di altissima problematicità. Infine dobbiamo guardare alla E45 che deve divenire un collegamento di qualità migliore con Roma, anche per garantire una più efficiente viabilità ai comuni della Valmarecchia che si apprestano ad entrare a far parte della nostra Provincia. Siamo disposti anche ad avere una E45 a pedaggio, purché si risolvano gli attuali problemi e si crei una bretella con la Valmarecchia.

 

9. Migliorare il trasporto merci

Finora abbiamo ragionato del trasporto delle persone sia in ambito urbano che extra urbano, ma non possiamo dimenticare il trasporto delle merci, sia di quelle che sono destinate alle attività imprenditoriali presenti nel nostro territorio, sia di quelle che partono e/o arrivano nella nostra provincia. Inoltre ci sono quelle che solo transitano, visto che siamo un'area di confine.

Su alcune di queste cose abbiamo davvero difficoltà ad intervenire poiché dipendono da politiche di livello nazionale. Mi riferisco al fatto che il trasporto delle merci avviene per oltre l'80% su gomma e tutti gli altri mezzi sono davvero poco usati (ferrovie, navi, cargo arerei, ecc.). Però possiamo intervenire per razionalizzare la filiera della distribuzione delle merci nelle nostre città, migliorando l'ambiente e alleggerendo il traffico.

E' bene sottolineare che quasi il 12% del parco mezzi totale è costituito da mezzi commerciali la cui età media è alta (gli euro 0 sono il 25% del totale).

E' fondamentale che nelle aree dei centri storici e dei lungomare, sia introdotto un sistema di limitazione degli accessi per rendere più ambientalmente sostenibile il trasporto delle merci. Immaginiamo per un momento quale nuova comodità e sicurezza acquisirebbe il centro di Rimini senza i camion che ad ogni ora entrano ed escono magari solo per consegnare mozzarelle, latte o qualche capo di vestiario. La stessa cosa ovviamente vale per la zona mare, ma non solo a Rimini, anche a Riccione, Cattolica, Misano e Bellaria. Vorrei fare solo un esempio. Prendendo a riferimento solo il centro storico di Rimini e Marina centro si contano tra alberghi, bar e ristoranti e attività commerciali circa 491 esercizi che danno vita ad una movimentazione di merci pari a 358 tonnellate, in un ipotetico giorno del mese di giugno. Una parte viene trasportata in auto approvvigionamento dal titolare, ma circa 320 t. vengono trasportate da corrieri che mediamente danno vita a 5.600 consegne, di cui 3.200 del settore alimentare e 2.400 non alimentare, per complessivi 942 giri di consegna, insomma viaggi di camion, furgoni che trasportano avanti e indietro la merce, spesso viaggiando quasi vuoti (62% di riempimento del veicolo).

Il tutto da vita a quasi 3.800 movimenti veicolari che equivalgono a poco più di 9.000 auto che ogni giorno entrano ed escono dal centro storico e da Marina centro. A questi  vanno aggiunti gli altri mezzi dell'auto approvvigionamento, circa ulteriori 1.500 veicoli equivalenti al giorno.

Va organizzata una piattaforma logistica di tipo urbano dotata di un servizio di navette, ad esempio localizzata al CAAR di Rimini, in grado di assemblare e consegnare la merce alle imprese, potremmo raggiungere due obiettivi:  ridurre di un buon 50% il numero dei mezzi in circolazione, diminuendo contemporaneamente il numero dei viaggi; avere mezzi non inquinanti nel centro e al mare, migliorando l'ambiente di due aree pregiate.

Sottolineo che dal punto di vista della qualità della vita faremo un salto in avanti impressionante riqualificando immediatamente due aree di pregio con evidenti ricadute per l'immagine turistica.

Gli stessi operatori commerciali e del settore alberghiero ne avrebbero vantaggi poiché la merce arriverebbe una o due volte al giorno già stoccata attraverso il servizio del transit point. Credo che le Associazioni di categoria siano perfettamente consapevoli dei vantaggi per le imprese in tutti i settori: dall'artigianato al commercio al turismo. Anzi penso che potrebbero candidarsi alla stessa gestione di un servizio del genere.

 

10. Valorizzare l'Aeroporto e i porti marittimi.

Un ragionamento altrettanto significativo ci pare utile farlo anche per l'aeroporto internazionale Federico Fellini,  una struttura indispensabile per garantire non solo un' adeguata accessibilità di un'area a forte vocazione turistica come la nostra ma, anche, la stessa efficacia degli investimenti realizzati (o in via di realizzazione) nell'ambito fieristico e congressuale.

La sua strategicità non deve indurci ad accettare un assetto dell'offerta aeroportuale nella nostra Regione dove, una competizione interna irrazionale, porta ad utilizzare risorse pubbliche. C'è bisogno urgente di riorganizzare il trasporto aereo in Emilia Romagna per rispondere ad una domanda crescente di mobilità rapida. Di certo non aiuta la pochezza della soluzione che il Governo ha dato alla vicenda Alitalia e la mancanza di qualsiasi strategia nazionale. Il nostro Aeroporto è stato capace di rilanciarsi in termini di arrivi, al netto della situazione generata dall'irrompere della crisi economica, e di migliorare notevolmente il proprio appeal anche economico. L'apprezzamento del mondo imprenditoriale ed il nuovo ruolo delle associazioni lo dimostrano ampiamente. Siamo disponibili ad una decisa iniziativa per dare vita ad un sistema aeroportuale dell'Emilia Romagna che recepisca l'esigenza inderogabile della nostra area di avere garantiti alcuni collegamenti annuali con l'hub di Roma e con alcune capitali europee. Da qui, le alleanze e le sinergie con gli aeroporti di Bologna e Forlì che non possono essere ulteriormente rimandate, pur mantenendo fede alle esigenze strategiche della nostra area.

Mi pare, infine, opportuno dotare di servizi passeggeri e commerciali i nostri due porti di livello regionale, Rimini e Cattolica proseguendo e migliorando l'esperienza dei collegamenti trans adriatici effettuati anche con l'ausilio dei programmi comunitari Interreg negli anni scorsi. IN tal senso dobbiamo credere in una macro regione adriatica che può crescere negli scambi e nella integrazione tra persone e imprese che hanno storie di diverse ma possono collaborare.

 

Valutare e decidere

Le cose da fare sono definite. Per molte siamo alla fase operativa. Per la SS16 si tratta di arrivare finalmente ad un accordo con Anas per avere i finanziamenti necessari in tempi certi, visto che è un'opera il cui onere economico non è a carico della Provincia e dei Comuni, nonostante ciò abbiamo cofinanziato il progetto e siamo pronti a fare la nostra parte anche per la realizzazione. Il quadro delle azioni è completato dalle misure riguardanti la mobilità costituita dalle piste ciclabili e dalla messa in sicurezza delle strade esistenti. C'è molto lavoro da fare, ma la direzione di marcia e le strategie generali sono state individuate in maniera precisa. Possiamo vincere la scommessa di avere un territorio che fa della sostenibilità ambientale ed economica il proprio punto di forza.

 

Insomma il futuro è in movimento.

 

 

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